di Stefano Mammini
Nata a Bologna nel 1552, Lavinia Fontana è ricordata per essere stata la prima pittora a cimentarsi con una pala d’altare e per avere più tardi realizzato un nudo femminile, soggetto fino a quel momento mai trattato da una artista. In realtà, al di là dei primati, fu un personaggio di primo piano nel mondo dell’arte cinque-seicentesca e, dopo vari soggiorni, nel 1604 si trasferì definitivamente a Roma, dove ebbe fra i suoi committenti il cardinale Scipione Borghese.
Quel legame viene ora evocato dal progetto Lavinia, un programma triennale d’arte contemporanea realizzato nella Loggia dei Vini, un padiglione voluto proprio dal cardinal Scipione nel parco della Villa Borghese (da cui dista poco più di un centinaio di metri) e reso nuovamente fruibile grazie al restauro avviato nel 2023. Fino all’11 gennaio 2026, si può visitare il quarto allestimento, anzi gusto – per seguire la scelta dei curatori -, del progetto: Uva fragola, di cui sono protagoniste Ruth Ewan e Lili Reynaud-Dewar.

Artista che fa base a Glasgow, Ewan ha scelto come filo conduttore della sua produzione la lotta contro le differenti declinazioni del concetto di potere e mette costantemente in discussione le rappresentazioni del tempo, della ribellione e della repressione. Principi che hanno ispirato anche il progetto We Could Have Been Anything That We Wanted to Be (Avremmo potuto essere qualsiasi cosa avessimo voluto essere e non è troppo tardi per cambiare: frase tratta da uno dei brani composti da Paul Williams per il film di Alan Parker Bugsy Malone – Piccoli gangsters in italiano – del 1976) – nato nel 2011 su commissione della Triennale di Folkestone –, qui rappresentato da un grande orologio, installato all’esterno della Loggia, il cui quadrante è diviso in 10 e non in 12 ore.
Una soluzione che rievoca la scansione del tempo proposta dal Calendario repubblicano elaborato al tempo della Rivoluzione Francese e introdotto ufficialmente nel 1793. Rimasto in vigore fino al 1805 il Calendario – detto anche rivoluzionario francese – era fondato sul moto del Sole e sul sistema metrico decimale: il giorno si componeva dunque di 10 ore, l’ora di 100 minuti decimali e ogni minuto di 100 secondi.

visto dall’interno della Loggia (foto Stefano Mammini)
All’interno della Loggia – sotto il Convito degli dei affrescato sulla volta dal pittore urbinate Archita Ricci tra il 1617 e il 1618 – è invece collocato il Sarcophagus (2025) di Reynaud-Dewar, opera site specific, sulle cui quattro facce sono applicati calchi di parti del corpo dell’artista francese. Una soluzione che lascia trasparire l’evidente richiamo alla Roma antica, data la somiglianza degli elementi applicati con gli ex voto anatomici in terracotta che venivano offerti alle divinità pagane nei santuari, vuoi per suscitarne la benevolenza, vuoi per ringraziarle di essere stati curati da malattie o, per esempio, di aver fatto concludere felicemente una gravidanza.

per Lavinia (cortesia Ghella, foto Daniele Molajoli)

Fanno da corona alle nuove opere gli interventi realizzati per i precedenti capitoli del progetto Lavinia: la maniglia di Monika Sosnowska per aprire il cancello d’ingresso e la Ringhiera, le sedute gialle di Gianni Politi, la fontana d’acqua infinita di Piero Golia e la lupa della scultura di Enzo Cucchi, grata che lascia intravedere lo spazio dell’antico ninfeo. L’installazione luminosa di Johanna Grawunder avvolge poi di luce le mura di contenimento e il percorso verso la Loggia è segnato dal sentiero Dante Desire Line Poetry Path di Ross Birrell & David Harding.
Presenze nel loro insieme insolite per Villa Borghese, ma che meritano senz’altro un detour dalla canonica visita della Galleria e hanno soprattutto il merito di rivitalizzare un luogo probabilmente sconosciuto anche a molti dei frequentatori abituali del parco.
Per arrivarci, si può entrare dall’ingresso di via Pinciana, all’altezza di viale dell’Uccelliera, e, girando a sinistra, si riconosce subito l’inizio del sentiero dantesco di Birrell & Harding che porta alla Loggia.

Il programma d’arte contemporanea Lavinia, curato da Salvatore Lacagnina, è stato realizzato da Ghella e promosso da Roma Capitale, Assessorato della Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura.
Lavinia – IV, Uva fragola
Ruth Ewan, Lily Reynaud-Dewar
Roma, Loggia dei Vini di Villa Borghese
dal 3 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026
Info https://www.laviniaroma.com/it



Lascia un commento