Acque nascoste: grotte e riti nella preistoria della Sabina
Rieti, Museo Civico Archeologico
fino all’11 gennaio 2026
Info https://museo.comune.rieti.it/
Allestita presso il Museo Civico Archeologico di Rieti, la mostra Acque nascoste: grotte e riti nella preistoria della Sabina offre l’occasione di vedere per la prima volta i più importanti materiali archeologici restituiti dagli scavi condotti nella Grotta Battifratta (Poggio Nativo, Rieti) dalla Sapienza Università di Roma. La grotta è un sito preistorico di primaria importanza e le ricerche hanno permesso di accertare che la sua frequentazione si protrasse dal Paleolitico Medio (60.000 anni fa circa) fino all’età storica, nel XV secolo.
Una delle fasi più significative è quella neolitica (tra la fine del VI e l’inizio del V millennio a.C.), alla quale appartiene il reperto più prezioso fra quelli rinvenuti nel corso delle indagini e presente in mostra: si tratta di una statuina antropomorfa in argilla, che, a oggi, è un unicum per il Neolitico dell’Italia centrale.
Ad accompagnare la statuina vi sono vasi ritrovati in prossimità delle due sepolture individuate, ceramiche con decorazioni incise e dipinte, oltre a manufatti in selce e ossidiana, anelloni in pietra, strumenti e ornamenti in osso. Oltre ai reperti archeologici, si possono vedere anche resti ossei di animali, che documentano la ricchezza della fauna locale, composta prevalentemente da specie selvatiche. Questi materiali, insieme ai risultati delle indagini multidisciplinari condotte nel sito, permetteranno di raccontare quali fossero le caratteristiche dell’ambiente naturale della Sabina preistorica.

(foto Sapienza Università di Roma, Farfa Valley Project)



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