di Stefano Mammini
Almeno a partire dal Trecento, i comuni della sponda occidentale del lago di Garda e di alcune porzioni dell’entroterra diedero vita a un organismo politico e amministrativo autonomo. Fu però un secolo più tardi che la Riviera di Salò (nata come Communitas Riperiæ Lacus Gardæ Brixiensis, Comunità della Riviera bresciana del lago di Garda) ottenne un importante riconoscimento, quando, il 13 maggio 1426, una ducale del doge Francesco Foscari ne sancì il passaggio sotto il dominio della Serenissima, conferendole uno status che si protrasse fino al 1797, cioè sino alla caduta della Repubblica di Venezia
Nel sesto centenario dell’evento, il capitolo più significativo nella storia della Comunità nota come Magnifica Patria viene celebrato da un ricco calendario di iniziative, fra le quali spicca, nel MuSa-Museo di Salò, l’allestimento di una Sala immersiva e di una Mostra documentaria. Appuntamenti che culmineranno, il 3 ottobre 2026, nel convegno 1426–2026. Nuovi studi su Salò e la Magnifica Patria nel sesto centenario della dedizione a Venezia.
Nella Sala immersiva è stata realizzata un’installazione audiovisiva (curata da Federica Bolpagni, conservatrice MuSa; Enrico Valseriati, Università degli Studi di Padova; e Giovanni Pelizzari, Ateneo di Salò) che accompagna i visitatori in un viaggio attraverso la storia di Salò e della federazione autonoma dei comuni della Riviera. Fulcro del racconto è il periodo del suo massimo splendore, durante il dominio della Repubblica di Venezia, tra XV e XVII secolo.
Il videoracconto evoca le atmosfere dell’epoca, sottolineando lo sviluppo dell’industria cartaria, una delle più fiorenti dell’Italia settentrionale, e l’affermazione delle arti figurative, con la presenza di maestri come Romanino, attivo nelle chiese e nei palazzi locali, e di figure emblematiche come Gasparo da Salò, celebre liutaio e virtuoso, tra gli inventori del violino. Storie che prendono le mosse dalle parole di Giovanni da Lezze, funzionario veneziano e autore, tra il 1609 e il 1610, di un catastico che descrive in modo dettagliato il territorio bresciano e la sua organizzazione politica, economica e sociale.


La Mostra documentaria approfondisce la storia della Magnifica Patria grazie all’esposizione di documenti, mappe, volumi e materiali provenienti dall’Archivio Storico di Salò, il cui prezioso patrimonio è conservato e studiato grazie al lavoro dell’ASAR-Associazione Storico Artistica della Riviera.
Utile a inquadrare geograficamente la Magnifica Patria è la splendida mappa realizzata nel 1694 nello studio dell’abate Vincenzo Coronelli, cartografo e cosmografo della Repubblica di Venezia. L’opera nacque su richiesta del Consiglio della Comunità che, venuto a conoscenza del progetto dell’Atlante Veneto in corso di elaborazione, ne chiese l’inserimento. La Magnifica Patria è rappresentata attraverso le sue principali emergenze geografiche e toponomastiche e appare distinta dalla città di Brescia, confermando la volontà di affermare una propria autonomia e una specifica identità territoriale. Il documento restituisce in forma grafica l’autocoscienza della Comunità e la sua identità storica, fondata sulla difesa della propria separatezza e sul riconoscimento di un’unica autorità sovraordinata: la Repubblica di Venezia.
Allargando l’orizzonte, risultano altrettanto interessanti i documenti nei quali si coglie l’eco dei grandi eventi storici nei quali la Riviera di Salò fu coinvolta. In una ducale del 1686, per esempio, il Doge comunica al Provveditore e alla Magnifica Patria la presa della città ungherese di Buda da parte dell’impero ottomano. Episodio che ebbe luogo nel corso della guerra austro-turca che si concluse con la pace di Carlowitz nel 1699 e alla quale Venezia aveva partecipato dopo essersi unita all’Austria e alla Polonia nella Lega Santa contro il comune nemico dell’Europa cristiana.
Porta invece la data del 16 gennaio 1733 la ducale con cui il Doge Carlo Ruzzini trasmise al Provveditore di Salò le direttive della Repubblica in vista della guerra di successione al trono di Polonia. Il conflitto, che oppose Francia e Spagna ad Austria e Russia, si combatté prevalentemente nella pianura padana e in territorio veneziano. Venezia si dichiarò neutrale e amica di tutte le parti in causa, adottando un orientamento destinato a caratterizzare l’atteggiamento della Serenissima nei confronti delle guerre del Settecento.
Incarnazione tangibile del rapporto con Venezia è poi il ritratto del doge Francesco Erizzo, che fu provveditore e capitano della Magnifica Patria della Riviera del Garda tra Cinque e Seicento. Copia di un originale di Bernardo Strozzi, l’olio su tela, datato intorno al 1635, proviene dalla Collezione Bertoli di Castiglione delle Stiviere e propone l’immagine solenne e ufficiale di un personaggio che nella documentazione storica è definito “protettore amorevole”, un’espressione che rimanda a un modello di esercizio del potere fondato sull’equilibrio istituzionale e sulla tutela delle comunità locali.

(1581–1644), olio su tela. 1635 circa. Castiglione delle Stiviere (MN), Collezione Bertoli
(Ufficio Stampa MuSa-Museo di Salò, foto Gardaphoto srl, Emanuele Tonoli).
Tornando ai documenti d’archivio, si può ancora segnalare la Ruota della quadra di Campagna, che dà modo di approfondire il tema del funzionamento della Magnifica Patria. La Comunità era appunto divisa in sei quadre, ciascuna comprendente da tre a nove comuni; il principale organo legislativo era il Consiglio Generale, composto da trentasei membri, sei per quadra. I consiglieri restavano in carica un anno, con il rinnovo della metà ogni sei mesi. Ogni tre mesi il Consiglio eleggeva sei deputati, uno per quadra, a formare l’organo esecutivo. La ruota scelta per la mostra fa parte di un volume di corrispondenza mista, un Estraordinario, e illustra la turnazione secondo la quale ogni comune della quadra poteva accedere alla carica di deputato.
Al di là delle opere fin qui scelte a titolo di esempio fra quelle selezionate per l’esposizione, la visita della Sala immersiva e della Mostra documentaria sono l’occasione ideale per conoscere il MuSa-Museo di Salò, che ha sede negli spazi dell’ex monastero di Santa Giustina, edificato a partire dal XVI secolo per ospitare l’Ordine dei Padri Somaschi.
Situato nel centro storico di Salò, in posizione dominante e a pochi passi dal lago, il MuSa racconta la storia della città di Salò e del suo territorio dall’età romana – con la sezione archeologica – all’epoca contemporanea della Civica Raccolta del Disegno di Salò, passando per i secoli della dominazione veneziana e per sezioni scientifiche come quella dedicata all’Osservatorio Meteo Sismico e alla Collezione anatomica del dottor Giovan Battista Rini. Dal 2023 ospita la sezione dedicata ai seicento giorni della Repubblica Sociale Italiana, intitolata L’Ultimo Fascismo (1943-1945).
Le celebrazioni dell’anniversario della Magnifica Patria sono il frutto della visione condivisa e della coprogettazione operata dalle istituzioni del territorio e del mondo della cultura, riunite nel Comitato Promotore coordinato da Fondazione Opera Pia Carità Laicale e Istituto Lodroniano, affiancata dal Comune di Salò e da enti culturali, museali e accademici, archivi, musei, reti territoriali e università.
Magnifica Patria 1426-2026.
Seicento anni di storia tra il Garda e Venezia
Salò, MuSa-Museo di Salò
fino al 4 ottobre 2026
Info e calendario degli eventi https://museodisalo.it/; www.comune.salo.bs.it

Salò, Palazzo Comunale (Ufficio Stampa MuSa-Museo di Salò, foto Gardaphoto srl, Emanuele Tonoli).


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