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Il Metropolitan Museum of Art di New York ha annunciato l’acquisto di un dipinto di Rosso Fiorentino che si credeva perduto, una Madonna con Bambino e San Giovanni Evangelista. L’opera è stata scoperta grazie a un intervento di conservazione condotto sulla tela che ne è il supporto: nell’occasione, è stata rimossa la parziale ridipintura della composizione, che ha svelato la presenza della figura di san Giovanni.

A quel punto, si è fatta strada l’ipotesi – presto la certezza – che il dipinto fosse quel “quadro di una Nostra Donna con la testa di San Giovanni Evangelista, a mezza figura” descritto da Giorgio Vasari nelle Vite e che Rosso Fiorentino (al secolo, Giovanni Battista di Iacopo de’ Rossi; 1494-1540) realizzò per Iacopo de Rubeis, priore dei Serviti. Un Ordine, quello dei Servi di Maria, che ebbe un ruolo decisivo nella carriera di Rosso: un suo fratello, Filippo, era infatti entrato a farne parte, nel convento fiorentino della SS. Annunziata, e ciò spiegherebbe la precoce e continua protezione di cui il pittore poté godere.

Proprio per il convento dell’Annunziata, nel Chiostrino dei Voti, Rosso Fiorentino eseguì un affresco raffigurante l’Annunciazione per il quale risulta un pagamento effettuato nel 1514 e il dipinto ritrovato è considerato di poco anteriore all’affresco.

Dal punto di vista stilistico, la Madonna con Bambino e San Giovanni Evangelista – che va dunque assegnata a un Rosso Fiorentino appena ventenne – possiede i caratteri distintivi della prima produzione dell’artista. La posa ieratica e, al tempo stesso, la grazia raffaellesca della Vergine contrastano con l’energia del Bambino, che per l’accentuazione della muscolatura e la torsione del corpo appare vicino alle sperimentazioni di Donatello e Michelangelo.

Questo contrasto fra equilibrio e squilibrio viene esaltato dalla scelta, inusuale, di includere nella composizione San Giovanni Evangelista, raffigurato in uno stato di visione profetica che rispecchia il coinvolgimento intenso dello spettatore nei confronti di questo soggetto.

Nel commentare l’acquisizione, Max Hollein, Marina Kellen French Director e Chief Executive Officer del Metropolitan, ha affermato che la Madonna con Bambino e San Giovanni Evangelista è “un’opera giovanile rara e fondamentale di uno dei più importanti pittori del XVI secolo, sorprendente per la sua ambizione sperimentale e l’intensità psicologica. Con la sua insolita disposizione delle figure e le pose audaci, Rosso trasforma un tipo devozionale familiare in un incontro carico di significato che trascina lo spettatore in una complessa interazione tra il vedere, il sentire e il credere. La riscoperta di quest’opera rimodella la nostra comprensione della produzione giovanile di Rosso e dell’emergere di composizioni più espressive e dinamiche nella pittura fiorentina del XVI secolo“.

Gli ha fatto eco Stephan Wolohojian, John Pope-Hennessy Curator in Charge del Department of European Paintings: “I dipinti di Rosso sono estremamente rari, ne esistono solo una ventina circa, e molte delle sue opere più celebri rimangono non documentate o incompiute. La descrizione di questo dipinto nelle Vite di Giorgio Vasari fa dell’opera un capitolo del discorso storico-artistico fin dagli albori della disciplina. Eseguito su tela e conservato in condizioni straordinariamente buone, è il dipinto più antico dell’artista di cui si abbia notizia. La Madonna con Bambino e San Giovanni Evangelista costituirà il fulcro della collezione di dipinti religiosi del XVI secolo del Metropolitan, un corpus eccezionale e complementare, che fa luce sugli sviluppi chiave della pittura per la devozione privata nel primo quarto del XVI secolo in Italia”.

Madonna con Bambino e San Giovanni Evangelista, olio su tela (riportata su tavola) di Rosso Fiorentino.
1512-1513. Collezione privata (foto Prudence Cuming Associates Limited).

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