La sala del Museo di Cluny (Parigi) dedicata all’arte italiana del Medioevo accoglie, fino al 2029, un ospite illustre: un dipinto a tempera su tavola raffigurante il Calvario, attribuito a Giotto e alla sua bottega.
L’opera è giunta a Parigi a seguito del prestito accordato dal Musée des Beaux-arts et d’Archéologie di Troyes, che ha avviato un importante intervento di rinnovamento e ha dunque chiuso al pubblico le sue sale.
Datato intorno al 1320, il dipinto si caratterizza per l’espressività della composizione e la delicatezza nella resa del corpo di Cristo, che accentuano il tono drammatico della rappresentazione e sono riconducibili alle innovazioni stilistiche che Giotto stava introducendo nella pittura.

Troyes, Musée des Beaux-arts et d’Archéologie (foto Carole Bell/Ville de Troyes).
La scena è dominata dal Cristo in croce, accanto alla quale Maria si accascia, sorretta da due pie donne. Vediamo quindi Maria Maddalena, vestita di rosso, e Francesco d’Assisi, che fu il primo santo a ricevere le stimmate, segni delle ferite causate dalla crocifissione; dopo di lui, si riconosce san Giovanni.
A Giotto sono assegnate due opere analoghe, rispettivamente conservate al Musée des Beaux-Arts di Strasburgo e alla Gemäldegalerie di Berlino, ma quella di Troyes risulta più essenziale e raffinata e trasmette la volontà di guidare l’osservatore a una meditazione sul sacrificio divino. Per questo, per esempio, a differenza degli altri Calvari, nella composizione non sono stati inseriti altri spettatori, né i soldati.
Non si conoscono, a oggi, documenti d’archivio che permettano di identificare il committente del dipinto: potrebbe essersi trattato di un laico oppure di un monastero francescano. Un’ipotesi, la seconda, suggerita dall’inserimento della figura di san Francesco ai piedi della croce.
Musée de Cluny-Musée national du Moyen Âge
Parigi, 28 rue Du Sommerard
Info www.musee-moyenage.fr

(© Musée de Cluny-Musée national du Moyen Âge).


Lascia un commento