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Le Case romane del Celio sono uno dei siti archeologici più suggestivi della città di Roma. I loro resti si trovano oggi sotto la basilica intitolata ai santi Giovanni e Paolo, i quali, secondo la tradizione, le avrebbero abitate e vi furono sepolti, dopo avere subito il martirio sotto il regno dell’imperatore Giuliano l’Apostata (361-363 d.C.).

Dopo un lungo periodo di abbandono, il complesso fu oggetto di un importante intervento di risanamento e di restauro, all’indomani del quale, nel 2002, poté essere aperto al pubblico. Da allora, la sua visita costituisce un’esperienza di sicuro interesse, soprattutto perché gli ambienti oggi praticabili permettono di ripercorrere una storia che dal II secolo d.C. giunge fino all’epoca medievale e nel corso della quale la funzione degli edifici mutò più volte.

Più d’una delle stanze, inoltre, è decorata da vivaci pitture murali, come, per esempio, quelle della Sala dei Geni, nella quale si susseguono figure di giovani alati, identificati appunto come geni, raccordati da ghirlande di frutti e fiori, sopra i quali si snoda una scena di vendemmia, con piccoli cupidi e uccelli di specie diverse. Oppure quelle della Sala dell’Orante, così chiamata per l’immagine di una donna raffigurata con indosso una lunga tunica e le braccia tese, in segno di preghiera.

Claudio Palmieri, Adamo ed Eva, ferro, polistirene, pigmento, smalti su tavola. 1996 (foto Stefano Mammini).

E, fino al prossimo 22 marzo, le Case romane del Celio offrono un’attrazione in più: la mostra Apparizioni. 21 sculture Claudio Palmieri, curata da Romina Guidelli. Le opere scelte per l’esposizione – realizzate dal 1987 a oggi – permettono di apprezzare l’evoluzione della ricerca e il potenziamento delle abilità tecniche ottenuti dall’artista in quarant’anni di carriera.

Soprattutto, le sculture esprimono il suo concetto di materia viva e pulsante attraverso l’esibizione di sculture scelte come identità, eterogenee e polimateriche, che ora abitano questo scrigno di preziosa architettura.

La storia delle Case romane del Celio e di Claudio Palmieri è antica: come ha raccontato lui stesso, “Quando mi è stato proposto di installare le mie sculture verticali nelle Case del Celio, non avevo inizialmente realizzato che quel luogo lo avevo già attraversato, molti anni prima, in un’esplorazione giovanile e avventurosa. Avevo sedici anni, una candela in mano nel buio ignoto e l’incoscienza come guida: fu un viaggio ancestrale attraverso le cave del tempio di Claudio, i loro passaggi stretti e le grandi grotte dal fascino quasi esoterico”.

“Forse non si è trattato solo di un invito, ma di una chiamata simbolica, un ritorno magico a reinterpretare, attraverso la materia e la forma, quella mia remota esperienza giovanile – un incontro tra memoria, tempo e creazione”.

Apparizioni. 21 Sculture di Claudio Palmieri
Roma, Case romane del Celio
fino al 22 marzo 2026
Info e prenotazioni tel. 06 39967755; www.caseromanedelcelio.it
Note l’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto per la visita
del sito archeologico

Claudio Palmieri, Rosa solfurea, rete metallica e smalti. 2024 (foto Stefano Mammini).

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