Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma
Alla conquista del Rinascimento

Torino, Fondazione Accorsi-Ometto, Museo di Arti Decorative
fino al 6 settembre 2026
Info www.fondazioneaccorsi-ometto.it

Nato a Vercelli nel 1477, Giovanni Antonio Bazzi fu allievo, nella stessa città piemontese, di Giovanni Martino Spanzotti, per poi trasferirsi a Milano e quindi a Siena, dove gli vennero commissionati gli affreschi per il monastero di Sant’Anna in Camprena (1503-1504). L’opera segnò il decollo della sua carriera, nel corso della quale fu attivo anche a Roma – papa Giulio II gli commissionò le decorazioni del soffitto della Stanza della Segnatura in Vaticano – e finì con l’imporsi come una delle figure di spicco del panorama artistico del tempo.

A quasi ottant’anni dall’ultima grande retrospettiva, che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena, la Fondazione Accorsi-Ometto di Torino ripercorre la produzione iniziale di Bazzi, nella quale emerge l’elaborazione frenetica delle diverse esperienze che aveva maturato e che gli permisero di sviluppare un linguaggio del tutto personale.

Articolato in sette sezioni, intese come le diverse tappe del viaggio intrapreso dal pittore nel corso della sua attività giovanile, il percorso si apre con l’Ecce Homo (Cristo deriso) del 1510, che illustra perfettamente l’arte più nota del Sodoma ormai maturo ed evidenzia gli importanti esiti raggiunti durante la sua formazione. Nella prima sezione è esposto anche il contratto originale di apprendistato di Giovanni Antonio Bazzi presso Martino Spanzotti, nella cui bottega il pittore si formò a partire dal 1490 e che segna l’inizio della sua vicenda artistica.

Una scoperta recente

Si prosegue con le opere degli artisti vercellesi e casalesi conosciuti dallo stesso Sodoma, come Alvise De Donati, Eleazaro Oldoni, Aimo e Balzarino Volpi (il primo dei quali era cognato di Spanzotti). Si continua poi con l’attività di Giovanni Martino Spanzotti degli anni Novanta del Quattrocento e di alcuni artisti, che affiancarono il maestro nella sua bottega. Tra questi, oltre al giovane allievo di Spanzotti Defendente Ferrari, lo stesso Sodoma, che è rappresentato da una recente scoperta attributiva, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo di collezione privata, che è finalmente possibile vedere dal vero.

Tra gli artisti della Milano leonardesca, non possono mancare Bernardo Zenale, il cosiddetto Maestro della Pala Sforzesca (Giovanni Angelo Mirofoli da Seregno?) e Giovanni Antonio Boltraffio. Qui è esposto un dipinto del Musée Jacquemart-André di Parigi, il Martirio di san Sebastiano, la cui attribuzione, discussa tra Zenale e lo stesso Sodoma, può essere verificata dal vero. L’ambiente culturale lombardo segnò profondamente il percorso giovanile del Sodoma, come dimostra lo straordinario Compianto sul Cristo morto (1503 circa).

Il Rinascimento nel Centro Italia è rappresentato da due opere di Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, artista a cui Sodoma a Roma guardò con particolare attenzione: un affresco staccato di collezione privata raffigurante Gesù Bambino benedicente, che si suppone provenga dagli appartamenti Borgia in Vaticano, e un tondo con la Sacra Famiglia appartenente alla Pinacoteca Nazionale di Siena. Le due rare Pietà del Sodoma, prestate dalla Confraternita di Santa Maria dell’Orto e dalla collezione romana Patrizi di Montoro, benché simili dal punto di vista compositivo, documentano la precoce maturazione dello stile dell’artista di origini vercellesi. Concorrono a illustrare il contesto centro-italiano, soprattutto romano e senese, anche miniature, placchette, medaglie e maioliche.

Fra il Piemonte e il Centro Italia

A confermare l’intensità degli scambi tra il Piemonte e il Centro Italia, dalla fine del Quattro agli inizi del Cinquecento, sono esposte importanti opere di Macrino d’Alba (come la Madonna col Bambino in trono e santi della Pinacoteca Capitolina di Roma e una inedita predella con Cristo e gli apostoli proveniente dalla residenza papale di Castel Gandolfo), Gaudenzio Ferrari, Eusebio Ferrari e Gerolamo Giovenone.

L’ultima sezione è dedicata ad alcune opere giovanili del Sodoma, eseguite entro il primo decennio del Cinquecento, come l’Allegoria dell’Amor celeste della Collezione Chigi Saracini di Siena e il tondo con la Sacra Famiglia con san Giovannino e un angelo della Pinacoteca Nazionale della stessa città.

Chiudono il percorso alcuni capolavori della piena maturità di Sodoma: il tondo con la Sacra Famiglia con san Giovannino e un angelo del Museo Borgogna di Vercelli e la Morte di Lucrezia della Galleria Sabauda di Torino. La selezione delle opere è arricchita da un filmato, realizzato per l’occasione, che illustra i cicli ad affresco di San Francesco a Subiaco, di Sant’Anna in Camprena e del chiostro di Monteoliveto Maggiore, opere fondamentali per la comprensione di questo straordinario artista.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *