Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi
Milano, Fondazione Luigi Rovati, Piano Ipogeo
fino al 4 ottobre 2026
Info www.fondazioneluigirovati.org

Nella prima metà del Settecento, il cavaliere cortonese Galeotto Ridolfini Corazzi aveva messo insieme una collezione di antichità etrusche di tale importanza e ricchezza da essere considerata, già dai contemporanei, un vero e proprio museo privato. L’iniziativa di Corazzi si inseriva in un contesto, la città di Cortona, caratterizzato da un particolare fermento culturale: nel 1727, per iniziativa di un gruppo di nobili locali, era stata fondata l’Accademia Etrusca e avevano preso forma altre importanti collezioni private di antichità.

La fortuna della collezione Corazzi fu però di breve durata: Galeotto morì nella primavera del 1769 e i suoi eredi e discendenti, si trovarono presto in cattive acque. Cosicché, nel 1819, un nipote del cavaliere, Galeotto Anton Maria Corazzi, propose al granduca di Toscana Ferdinando III l’acquisto del prezioso museo. L’affare non andò in porto, perché la cifra offerta, duemila scudi, fu giudicata irricevibile.

Sette anni più tardi, nel 1826, un emissario della corona d’Olanda offrì a Corazzi junior 12.000 scudi e questa volta la cifra fu ritenuta congrua. I materiali presero la via di Leida e furono acquisiti dal Rijksmuseum van Oudheden, il museo che otto anni prima era stato fondato ufficialmente da re Guglielmo I dei Paesi Bassi.

A due secoli dall’espatrio, i bronzi della collezione Corazzi tornano in Italia e sono esposti a Milano, presso la Fondazione Luigi Rovati, in una mostra realizzata in collaborazione con lo stesso Rijksmuseum, con il MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e con il Comune di Cortona.

Fra i bronzi in mostra, alcune statuette e manufatti hanno carattere votivo e culturale, come il Fanciullo con oca, raffigurante un bambino nudo con un’oca in braccio, che indossa al collo una bulla, la cui iscrizione sulla gamba destra attesta la funzione votiva; analoga destinazione è confermata dall’iscrizione dedicatoria della statuetta in bronzo di Laran, dio della guerra, rappresentato con corazza ed elmo, databile tra il 540 e il 520 a.C.; alla metà del IV secolo a.C. risale invece il bronzetto raffigurante un Grifone, animale fantastico che unisce il leone, re della terra, all’aquila, regina del cielo, recante sul lato destro del corpo un’iscrizione dedicatoria a Tinia, divinità delle folgori.

Accanto ai bronzi Corazzi è esposta una selezione di volumi che sottolinea il valore testimoniale delle pubblicazioni antiche per lo studio della storia delle opere d’arte e della storia del gusto: sono esposti, tra gli altri, una copia di Ad monumenta Etrusca operi Dempsteriano additae explanationes et conjecturae di Filippo Buonarroti (1723-1724), i Due ragionamenti del dottore Lodovico Coltellini agli Accademici Etruschi di Cortona sopra quattro superbi bronzi antichi […] di Lodovico Coltellini (1750) e il Museum Cortonense di Francesco Valesio, Antonio Francesco Gori, Ridolfino Venuti (1750).

Il progetto espositivo si concentra sui reperti etruschi della collezione Corazzi e approfondisce il ruolo del collezionismo privato nella costruzione del patrimonio culturale, tra dimensione locale ed europea. La relazione tra la collezione Corazzi e l’esposizione permanente della Fondazione Luigi Rovati mostra come le raccolte private possano divenire strumenti di conoscenza condivisa, dai nuclei dei primi musei pubblici alle attuali forme di integrazione tra musei pubblici e privati.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *