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I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni
Milano, Fondazione Luigi Rovati
dal 26 novembre 2025 al 22 marzo 2026
Info www.fondazioneluigirovati.org

Nel 1958, nella necropoli etrusca dei Monterozzi di Tarquinia, viene scoperta una tomba dipinta nella quale sono rappresentati i giochi funebri indetti in onore del defunto: sulle pareti si vedono personaggi impegnati in nella corsa, nel salto in lungo, nel lancio del disco, nel pugilato e in una sfrenata corsa delle bighe, una delle quali si è rovesciata, sbalzando in aria il suo guidatore.

Le pitture della Tomba delle Olimpiadi, da Tarquinia, Necropoli di Monterozzi. Fine del VI sec. a.C.
Tarquinia, Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Museo archeologico Nazionale di Tarquinia
(© Daniele Portanome per Fondazione Luigi Rovati).

Databile nei decenni finali del VI secolo a.C., la tomba viene battezzata “delle Olimpiadi” e si decide di procedere al distacco delle pitture, che vengono montate su tela per essere poi esposte nel Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia. Che, per la prima volta, le ha ora concesse in prestito alla Fondazione Luigi Rovati di Milano, in occasione della mostra I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni.

Anfora pseudopanatenaica attribuita al Pittore di Eucharides raffigurante tre pugili e un uomo barbato (giudice di gara). Produzione attica,
490-480 a.C. Milano, Fondazione Luigi Rovati (© Daniele Portanome per Fondazione Luigi Rovati).
Poster disegnato da Charles Halo per i Giochi Olimpici Invernali di Chamonix. 1924. Losanna, Olympic Museum Collection (© Olympic Museum Collection-All rights reserved).
Diadema in oro. IV-III sec. a.C. Milano, Fondazione Luigi Rovati
(© Daniele Portanome per Fondazione Luigi Rovati).

Realizzata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, l’esposizione ripercorre le origini e l’evoluzione dell’ideale olimpico, nella continuità dei valori di eccellenza, rispetto e amicizia. Dalla Grecia antica e dai giochi che celebravano la pace tra le città, alla visione di Pierre de Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne – disputate per la prima volta nel 1896 -, emergono i principi che tuttora animano il Movimento Olimpico.

Articolata in cinque sezioni tematiche, la mostra affianca reperti archeologici e materiali dei Giochi moderni, mettendo in relazione pratiche sportive, ruolo dell’atleta, disciplina, premi e cerimoniali. Le competizioni antiche e contemporanee rivelano un filo conduttore che lega sport, cultura e ritualità collettiva. Dalle corse di Olimpia – che nel 776 a.C. ospitò la prima edizione dei giochi – alla torcia che attraversa i continenti, si snoda un racconto che unisce memoria, identità e partecipazione.

Oltre alla Tomba delle Olimpiadi, tra i prestiti più significativi figurano i reperti greci, etruschi e romani provenienti dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (Losanna), dai Musei Vaticani, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, da altre importanti istituzioni italiane e dalla collezione della Fondazione Luigi Rovati.

Copia dei dipinti della Tomba delle Bighe di Tarquinia, tempera su carta di Carlo Ruspi. 1835 circa.
Città del Vaticano, Musei Vaticani (© Governatorato dello stato della Città del Vaticano-Direzione
dei Musei Vaticani, tutti i diritti riservati).

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