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Il Nettuno di Lione al Museo Barracco
Roma, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco
fino al 3 giugno 2026
Info www.museobarracco.it

Bagnato, possente, solenne: così è stato ritratto Nettuno nella splendida statua bronzea esposta, fino al 3 giugno 2026, al piano terra del Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, a Roma. L’opera, realizzata in epoca imperiale romana, con ogni probabilità nel III secolo d.C., fu trovata nel 1859 nel fiume Rodano, a Lione (l’antica Lugdunum).

A oggi, è la più grande statua bronzea di Nettuno rinvenuta in Francia, nonché una delle più importanti testimonianze della statuaria bronzea di divinità conservatesi nella Gallia romana. Attribuita a un atelier locale, l’opera, a grandezza quasi naturale, raffigura il dio del mare e delle acque nel momento in cui emerge dai flutti, identificabile per la disposizione dei capelli inanellati a “ricci bagnati”.

Secondo un’iconografia mutuata dall’omologo greco Poseidone, si pensa che in origine la divinità recasse nella mano sinistra un tridente, suo attributo principale, e nella destra, forse, un delfino. La sua sede monumentale era probabilmente un tempio cittadino di Lugdunum, la città capitale della provincia della Gallia Lugdunensis e “metropoli” delle Gallie.

L’esposizione del Nettuno, promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria), Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Métropole Grand Lyon, nasce nell’ambito di un accordo per lo scambio di opere antiche stipulato tra il Museo Barracco e il Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains, Métropole de Lyon, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione di quest’ultimo. Nel contempo, alcuni capolavori del museo capitolino sono esposti nella mostra in corso a Lione C’est canon. L’art chez les Romains.

Il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco è stato recentemente oggetto di nuovi interventi di rinnovamento degli spazi e degli strumenti di accoglienza. La sala al piano terra, che ospita il Nettuno, è stata adeguata e riorganizzata in un nuovo spazio dedicato a mostre temporanee di pregio, pensato per accogliere e valorizzare nuovi progetti espositivi. Parallelamente è stata realizzata una nuova area di accoglienza, progettata per agevolare il flusso dei visitatori e supportare una gestione più efficiente degli spazi. L’intero complesso è stato infine arricchito con nuovi pannelli didattici e una segnaletica interna ed esterna rinnovata.

Statua bronzea del dio Nettuno, rinvenuta nel 1859 nel fiume Rodano, a Lione (antica Lugdunum). III secolo d.C. Lione, Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains (cortesia Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura).

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