Nei primi anni Settanta del Quattrocento, la famiglia Griffoni chiese al pittore ferrarese Francesco del Cossa (1435 circa-1477 o 1478), allora all’apice della sua straordinaria carriera artistica, di realizzare una pala d’altare per la propria cappella gentilizia, nella basilica bolognese di S. Petronio. Messosi all’opera, del Cossa – avviando per l’occasione una proficua collaborazione con Ercole de’ Roberti (1450 circa-1496) – consegnò nel 1473 l’opera che porta oggi il nome dei suoi committenti – il Polittico Griffoni – ed è unanimemente considerata fra le più felici espressioni del Rinascimento ferrarese e bolognese.
La composizione, avente come figura principale il santo valenciano Vincenzo Ferrer – canonizzato nel 1455 -, ebbe però vita breve: nel 1725, infatti, la cappella dei Griffoni venne acquistata da monsignor Pompeo Aldrovandi, il quale fece smembrare il polittico, destinandone le singole porzioni figurate a “quadri di stanza” della residenza di campagna della famiglia a Mirabello, nei pressi di Ferrara. Non molto tempo dopo, nel corso dell’Ottocento, i pannelli furono immessi sul mercato antiquario e 16 di essi entrarono a far parte delle collezioni di 9 diversi musei internazionali, fra cui la National Gallery di Londra, la Pinacoteca di Brera, il Louvre di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.

nella cappella di S. Vincenzo Ferrer nella basilica
di S. Petronio, a Bologna (cortesia
Mediamorphosis, Ufficio Stampa).

Seppur temporaneamente, un importante progetto espositivo era riuscito nell’impresa di riunire tutte le parti superstiti dell’opera, ma la mostra che avrebbe dovuto offrirle all’ammirazione del pubblico era stata programmata negli spazi di Palazzo Fava dal 12 marzo al 28 giugno 2020 e l’emergenza sanitaria sopraggiunta nelle stesse settimane a causa del Covid ne impedì l’apertura.
A raccogliere il testimone di quell’iniziativa è ora la ricostruzione del Polittico Griffoni, allestita nella stessa cappella di S. Petronio che accoglieva il dipinto originale. La replica – formata da cinque strati di plexiglass sovrapposti che sorreggono le fotografie in alta definizione delle tavole – dà modo di apprezzare l’impianto allestito da Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, con Vincenzo Ferrer al centro, affiancato dai santi Pietro e Giovanni Battista, sopra i quali stanno san Floriano e santa Lucia. Il tondo che sovrasta il ritratto del santo spagnolo mostra una Crocifissione, mentre nella predella sono rappresentati episodi della vita dello stesso Ferrer. La ricostruzione propone anche il possibile sviluppo della cornice nella quale erano inseriti gli scomparti, che, realizzata dal maestro d’ascia Agostino de Marchi da Crema, andò perduta al momento dello smembramento del polittico.

(cortesia Mediamorphosis, Ufficio Stampa).
All’assetto del Polittico Griffoni ora presentato si è potuti giungere grazie agli studi condotti sull’opera, sin dalla fine dell’Ottocento, da studiosi come Gustavo Frizzoni e Roberto Longhi, e, parallelamente, si è rivelato decisivo il ritrovamento di uno schizzo settecentesco del pittore bolognese Stefano Orlandi.
La ricostruzione è stata realizzata grazie alla donazione di OPEROSA spa (società benefit aderente a Confcooperative Terre d’Emilia), su progetto di Mediamorphosis e con realizzazione a cura di Quadricroma.
Basilica di S. Petronio
Bologna, Piazza Maggiore
Info www.basilicadisanpetronio.org



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