Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

di Elisabetta Mero*

Nella selva oscura delle notizie e dei fatti della contemporaneità, la contemplazione di alcune opere d’arte diventa occasione di evasione, fuga e rifugio per l’anima. Tanto più nel caso di opere volute da una committenza di alto rango per creare un apparato estetico capace di fondersi intimamente con la parola contenuta.

È il caso delle preziose miniature di antichi codici come l’Evangelica Historia, la Chronica e numerosi Libri d’Ore di varia provenienza, che fino al 10 febbraio sono esposti nella mostra Lampi di Luce. La vita di Cristo nei tesori della Biblioteca Ambrosiana, allestita nella Sala 2 della Pinacoteca Ambrosiana.

Accanto ai dipinti di Bergognone, Zenale, Pinturicchio, Vivarini e Botticelli, questi volumi straordinari sono presentati aperti su pagine in cui la componente illustrativa risulta particolarmente significativa ed esplicativa della ricerca, da parte dell’artista e dell’editore, di una fusione armoniosa tra contenuto e contenitore. L’allestimento consente l’osservazione ravvicinata dei dettagli grazie all’illuminazione interna ai tavoli espositivi, nel pieno rispetto delle esigenze conservative.

Libro d’Ore di produzione francese. Inizi del del XV sec.
(cortesia Ufficio stampa Veneranda Biblioteca Ambrosiana).

Come insegna la storia dell’arte di impostazione longhiana, ogni opera fornisce una molteplicità di informazioni storiche sulle relazioni e i contesti che ne hanno reso possibile la realizzazione in un certo momento e luogo. Le chiavi di lettura proposte tengono conto di questa dimensione poliedrica e aprono anche alla possibilità di un approfondimento spirituale: ogni immagine rimanda a un episodio evangelico; gli artisti ambientano le scene sacre nel proprio contesto storico; ogni miniaturista mette la sua raffinata capacità artistica al servizio del racconto sacro.

Le miniature in mostra testimoniano la volontà della committenza di creare oggetti destinati all’uso personale e domestico, legati alla devozione privata, come traduzione laica della pratica monastica delle Ore canoniche, ovvero i momenti della giornata dedicati alla preghiera. Questi libri di preghiera e meditazione erano pensati per elevare l’animo e guidare lo spirito verso Dio. Spesso realizzate con foglie d’oro e lapislazzuli, le miniature contribuivano perciò a tale esperienza in modo determinante.

Si tratta dunque di un’occasione preziosa per accostarsi ad alcune meraviglie della ricchissima collezione della Biblioteca Ambrosiana. Opere di carattere erudito, come lEvangelica Historia dell’XI secolo, che presenta raffinati disegni a penna eseguiti nella Milano dei Visconti, o la Chronica di Ottone di Frisinga, risalente agli inizi del XIII secolo, in cui la nascita di Gesù è messa in relazione con l’imperatore Augusto e con la storia della Chiesa dei primi secoli.

La Chronica di Ottone di Frisinga. Inizi del XIII sec.
(cortesia Ufficio stampa Veneranda Biblioteca Ambrosiana).

Particolarmente affascinanti sono i Libri d’Ore, come quelli francesi del XV e dell’inizio del XVI secolo, decorati con miniature incorniciate da spettacolari intrecci floreali, scene della genealogia di Iesse o preghiere dell’ufficiatura della Vergine Maria, volte a onorare la madre di Gesù e a imitare la sua fede, obbedienza e umiltà.

Agli inizi del XV secolo risale un Libro d’Ore polacco con miniature dipinte dal monaco cistercense Stanislao di Cracovia. Sono inoltre esposte opere di noti miniaturisti, come Pietro da Cemmo, attivo in Lombardia tra il 1475 e il 1507, e Cristoforo de Predis, autore del celebre Libro d’Ore Borromeo e tra i più importanti miniatori della Milano quattrocentesca. 

Il Libro d’Ore Borromeo, miniato da Cristoforo de Predis. XV sec.
(cortesia Ufficio stampa Veneranda Biblioteca Ambrosiana).

Assai accurata è la scelta delle pagine esposte, operata dai curatori Francesco Braschi e Matteo Crimella, che privilegia scene immediatamente riconoscibili per facilitare la fruizione: l’annuncio dell’angelo ai pastori, la strage degli innocenti ordinata da re Erode, la presentazione di Gesù al Tempio. Negli episodi della vita di Cristo, la figura di Maria è costantemente presente come mediatrice e intercessore delle preghiere rivolte a Dio.

Il motto benedettino Ora et labora riaffiora spontaneamente come pratica antica, ancora oggi valida anche per i laici, che nell’arte e nella parola possono ritrovare la stessa dimensione catartica che le miniature svolgevano tanto per chi le realizzava quanto per chi le contemplava. Una dimensione non lontana da quella raccontata da Orhan Pamuk nel romanzo Il mio nome è rosso, dedicato al mondo dei miniaturisti della corte ottomana del XVI secolo.

Un particolare dell’allestimento della mostra
(cortesia Ufficio stampa Veneranda Biblioteca Ambrosiana).

Le immagini diventano così finestre sulla contemplazione, luoghi in cui arte e fede si fondono in perfetta armonia. Avvicinarsi a questi preziosi libri e lasciarsi guidare nell’osservazione rappresenta un’esperienza davvero speciale.

Nella stessa sala espositiva, in dialogo con le miniature, sono presentate anche monete dell’epoca di Gesù provenienti dalla collezione numismatica della Biblioteca Ambrosiana, secondo un duplice itinerario di scoperta curato dal professor Giancarlo Alteri. Il primo percorso conduce alla conoscenza delle monete in uso nella Palestina del tempo di Gesù: esemplari di piccole dimensioni che richiedono attenzione e sguardo ravvicinato per essere apprezzate nella loro fattura. Ricorre frequentemente il simbolo della palma, che rimanda anche all’emblema di Federico Borromeo, visibile in altre opere e oggetti della Pinacoteca.

Il secondo itinerario mette in relazione queste monete con alcune pagine dei Vangeli. Gesù utilizzava tali denari sia nella vita quotidiana, sia come riferimento nelle parabole. La lettura di testi evangelici davanti alle monete esposte permette al visitatore di cogliere più profondamente il senso di quelle antiche parole custodite nella Sacre Scritture. Alle monete è inoltre dedicato il catalogo Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, la cui pubblicazione è stata curata dal Gruppo Numismatico Quelli del Cordusio.

*Elisabetta Mero è storica dell’arte

Lampi di Luce. La vita di Cristo
nei tesori della Biblioteca Ambrosiana
Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana
dal 6 novembre 2025 al 24 febbraio 2026
Info www.ambrosiana.it

La vetrina che espone monete coniate al tempo di Gesù
(cortesia Ufficio stampa Veneranda Biblioteca Ambrosiana).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *