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La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini.
Storia di una collezione
Cuneo, Complesso Monumentale di San Francesco
dal 22 novembre 2025 al 12 aprile 2026
Info https://fondazionecrc.it

Allestita negli spazi del Complesso Monumentale di San Francesco, ex chiesa conventuale adiacente al Museo Civico di Cuneo, la mostra La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione è imperniata sulla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577-1633), che, come spiega Francesca Cappelletti, Direttrice di Galleria Borghese: “È stato il primo grande collezionista con ambizioni europee, proponendo un concetto espositivo rivoluzionario: le opere non erano solo rare e belle individualmente, ma formavano un insieme organico pensato per stimolare la conversazione e accrescere il valore culturale della collezione”.

La sezione della mostra in cui è esposto il Ritratto di Uomo, un olio su tavolta
attribuito a Raffaello Sanzio. 1502/1504. (© Galleria Borghese, foto Mauro Coen).

Discendente di una famiglia senese affermatasi a Roma nel tardo Cinquecento, Scipione Borghese fu nominato cardinale nel 1605, anno dell’elezione al soglio pontificio di suo zio Camillo Borghese, papa Paolo V. La sua raccolta, tra le più ambiziose dell’epoca, riuniva sculture classiche e moderne, dipinti del Rinascimento e opere contemporanee, riflettendo un gusto colto e internazionale. La mostra offre così una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e politica, in cui l’arte diventa strumento di rappresentazione e di potere, ma anche di dialogo tra epoche diverse.

Prendendo dunque le mosse dalla figura del cardinale, tra le personalità più significative del panorama culturale della Roma del Seicento, la mostra racconta la nascita di una nuova idea di collezionismo: sistematico, visionario, capace di anticipare il gusto e le tendenze artistiche del tempo. I capolavori provenienti dalla Galleria Borghese – raramente esposti al pubblico – comprendono dipinti rappresentativi delle diverse scuole pittoriche italiane tra Cinquecento e Seicento, offrendo una panoramica sulle trasformazioni che segnano il passaggio dal Rinascimento al Barocco.

Autoritratto in età matura, olio su tela
di Gian Lorenzo Bernini. 1635-1640 circa
(© Galleria Borghese, foto Mauro Coen).
Il sonno di Gesù, olio su rame di Lavinia Fontana. 1591 (© Galleria Borghese, foto Mauro Coen).

Tra le opere riunite per l’occasione figurano il Ritratto di frate domenicano di Tiziano Vecellio, Autunno e Primavera di Jacopo Bassano, il Ritratto di uomo attribuito a Raffaello, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli di Battista Dossi, la Fuga in Egitto del Cavalier d’Arpino, e il Sonno di Gesù di Lavinia Fontana, prima donna a ricevere commissioni pubbliche di rilievo nella Roma di inizio Seicento.

Chiude il percorso espositivo la sezione dedicata ai grandi maestri del Barocco: la Danza campestre di Guido Reni, l’Autoritratto in età matura e la Capra Amaltea di Gian Lorenzo Bernini, emblemi della sua prodigiosa versatilità tra pittura e scultura.

Le sette meraviglie del mondo. Le mura di Gerico. Semiramide o Semiramide davanti alle mura di Babilonia, olio su rame di autore anonimo. 1570-1579 circa (© Galleria Borghese, foto Mauro Coen).
Adorazione dei pastori (“Presepe”), olio su tavola di Giorgio Vasari. 1546 (© Galleria Borghese, foto Mauro Coen).
La capra Amaltea con Giove bambino e un faunetto, gruppo in marmo
attribuito a Gian Lorenzo Bernini. Ante 1615 (foto Monkeys Video Lab).

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