di Stefano Mammini
Aperto al pubblico in occasione dell’anno santo del 2000, il Museo Diocesano di Padova ha sede nel Palazzo Vescovile della città, nel quale, al piano nobile, si apre lo splendido Salone dei Vescovi, impreziosito dagli affreschi che ritraggono tutti i presuli che, a partire da san Prosdocimo, si avvicendarono alla guida della diocesi patavina.
E fino al 19 aprile 2026, c’è un motivo in più per visitare questo spazio prestigioso: la mostra intitolata La Bibbia Istoriata Padovana.
La città e i suoi affreschi.

Si tratta di un progetto espositivo di notevole interesse, in quanto, come già il titolo suggerisce, la presentazione del prezioso manoscritto – realizzato da miniatori attivi a Padova tra il 1391 e il 1410 e a tutt’oggi anonimi – è il riflesso della fervida stagione artistica vissuta dalla città veneta al tempo della signoria dei Carraresi, la cui dinastia fu al potere dal 1318 al 1405.
Nel volgere di meno di un secolo, infatti, furono realizzati i cicli affrescati che, nel 2021, sono valsi a Padova l’inserimento fra i siti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come Urbs picta. Capolavori di cui sono custodi la Cappella degli Scrovegni e la Chiesa degli Eremitani, il Palazzo della Ragione, la Cappella della Reggia Carrarese, il Battistero della Cattedrale, la Basilica e il Convento di Sant’Antonio, l’Oratorio di San Giorgio e l’Oratorio di San Michele. Pitture che furono realizzate tra il 1302 e il 1397, cioè da quando Giotto giunge a Padova e dà il via a una vera e propria rivoluzione, sviluppando un linguaggio figurativo che viene poi ripreso da Guariento di Arpo, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona.

la Biblioteca dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, ms. 212 (foto Stefano Mammini).
Gli anonimi maestri miniatori che lavorarono alla Bibbia Istoriata ebbero dunque modo di vedere quelle creazioni e a esse si ispirarono per confezionare il manoscritto, con citazioni spesso così puntuali da rendere immediato il riconoscimento della fonte. Seguendo uno schema ricorrente: ogni foglio contiene quattro vignette, accompagnate da didascalie redatte in volgare padovano e molti dei testi si aprono con “Como…” – una forma arcaica di “Come…” – che imprime il ritmo di una narrazione orale e immediata.


La Bibbia si componeva in origine di 131 fogli ed era arricchita da 873 miniature. Nel tempo fu però smembrata ed è oggi sopravvissuta, parzialmente, in due nuclei: l’uno all’Accademia dei Concordi di Rovigo, con i libri della Genesi e di Ruth; l’altro alla British Library di Londra, che custodisce la sezione centrale del Pentateuco, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio e il Libro di Giosuè. Il Libro dei Giudici, un tempo probabilmente parte del manoscritto, risulta perduto. La mostra in corso è dunque l’occasione di vedere riunito, seppur virtualmente, l’intero manoscritto.
Il percorso espositivo si apre con un video che ripercorre la storia della Padova carrarese e dunque illustra il contesto nel quale la Bibbia Istoriata venne concepita e realizzata, sottolineando l’importanza delle opere pittoriche che avevano preso forma nel corso del Trecento ed evidenziando i molti confronti possibili tra gli affreschi e le miniature.
Si passa quindi all’opera vera e propria, della quale sono esposti il manoscritto da Rovigo e quello della British Library, a cui fanno da corollario due grandi antifonari, accomunati alla Bibbia Istoriata dalla datazione e dallo stile.

del XV sec. Padova, Biblioteca Capitolare (foto Stefano Mammini).
Un lungo banco accoglie quindi le riproduzioni dei fogli del manoscritto, suddivise secondo i Libri biblici di appartenenza e, soprattutto, un grande visore con sistema touch screen che permette di sfogliare l’intera Bibbia. È, quest’ultima, un’opportunità preziosa, in quanto, sebbene in formato digitale, restituisce all’osservatore l’interezza del codice originale e ne favorisce una fruizione che possiamo immaginare vicina a chi, nei secoli passati, ebbe l’opera fra le mani, prima che si tasformasse in oggetto da collezione.


Vista la sua collocazione, la mostra può naturalmente valere la visita dell’intero Museo Diocesano e, soprattutto, dell’adiacente Battistero, nel quale si può ammirare il ciclo di affreschi eseguito da Giusto de’ Menabuoi e trovare quindi un immediato riscontro visivo alle miniature della Bibbia Istoriata.
La mostra La Bibbia Istoriata padovana è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con la Diocesi di Padova. A cura di Alessia Vedova con la collaborazione scientifica di Federica Toniolo. Con la collaborazione dell’Accademia dei Concordi di Rovigo e della British Library di Londra. Con il supporto di Assessorato alla Cultura e Pontificia Basilica di Sant’Antonio di Padova. Con il Patrocinio di Università degli Studi di Padova e del Comune di Padova. Produzione Arcadia Arte.
La Bibbia Istoriata padovana.
La città e i suoi affreschi
Padova, Museo Diocesano
fino al 19 aprile 2026
Info www.fondazionecariparo.it, https://labibbiaistoriatapadovana.it/

la Biblioteca dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, ms. 212 (cortesia Studio Esseci).


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