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È stata presentata a Roma la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, che debutterà il 6 marzo prossimo a Venezia, occupando l’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale. Un progetto espositivo che, come si intuisce dal titolo, ha come filo conduttore il ruolo svolto dall’acqua nell’ambito delle pratiche di culto presso due delle più importanti civiltà preromane della penisola. Per farlo, sono stati selezionati 750 reperti, che comprendono, fra gli altri, 58 bronzi recuperati grazie agli scavi nel santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Siena), presentati al pubblico per la prima volta.

Un momento della conferenza stampa di presentazione della mostra, presso la Sala Spadolini
del Ministero della Cultura (foto di E. A. Minerva e A. Sbaffi-Ministero della Cultura).

Al di là dei numeri, la mostra – nata dalla collaborazione fra la Fondazione dei Musei Civici di Venezia e la Fondazione Luigi Rovati di Milano (nei cui spazi l’esposizione verrà riproposta in un diverso allestimento) e patrocinata dall’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici – ambisce a offrire un quadro aggiornato degli studi su uno degli aspetti più affascinanti delle culture antiche e, soprattutto, sui rapporti intercorsi fra Veneti ed Etruschi.

Le due civiltà furono accomunate anche da un consolidato legame con il mare e sarà proprio la divinità che per gli Etruschi presiedeva a questo elemento, Thesan/Leucotea, ad aprire il percorso di visita, nella prima delle dodici sale dell’Appartamento del Doge in cui le opere verranno distribuite, grazie alla testa in terracotta policroma che la ritrae, proveniente dal Tempio A di Pyrgi. Nelle sezioni successive il tema della mostra viene sviluppato attraverso il racconto di contesti che hanno restituito testimonianze di primaria rilevanza: oltre alla già citata Pyrgi, si spazia da Vulci a Chiusi, da Marzabotto ad Adria, da Este ad Altino, solo per fare qualche esempio.

Testa femminile in terracotta policroma raffigurante la dea Thesan/Leucotea,
dal Tempio A di Pyrgi. 350 a.C. circa. Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
(cortesia Ufficio stampa mostra, foto Mauro Benedetti).

Quanto mai vario è il repertorio degli oggetti selezionati, che, come è stato a più riprese sottolineato nel corso della conferenza stampa, è stato possibile riunire grazie alla fattiva collaborazione di numerosi enti e istituti. Più d’uno dei quali, come nel caso di San Casciano dei Bagni, ma non solo, è frutto di scavi recenti: una circostanza che in Italia va diffondendosi, ma che, fino a non molti anni fa, sarebbe stato difficile immaginare.

Accanto a queste novità, “Etruschi e Veneti” sarà l’occasione per vedere riuniti reperti divenuti da tempo altrettanti termini di riferimento: dai preziosi vasi attici rinvenuti nelle città di Adria e di Spina al disco bronzeo con figura di divinità da Montebelluna, dalle lamine in bronzo figurate provenienti da Este al bronzetto raffigurante l’eroe troiano Paride nelle vesti di arciere, trovato fra i doni offerti nel santuario di Altino. Non resta quindi che programmare un soggiorno a Venezia, per un appuntamento che si annuncia di sicuro interesse.

“Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”
Venezia, Palazzo Ducale
dal 6 marzo al 29 settembre
Info https://palazzoducale.visitmuve.it

Disco bronzeo con figura di divinità, da Montebelluna. IV sec. a.C. Treviso, Musei Civici
(cortesia Ufficio stampa mostra).

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