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di Stefano Mammini

C’è un punto di piazza Navona, a Roma, da cui si vedono le isole dell’Adriatico. Succede al civico 62, nel palazzo dell’École française de Rome, nei cui spazi è allestita la mostra Isole e santi. Monasteri e santuari dell’Adriatico orientale, da San Girolamo a Gregorio VII.

L’esposizione nasce dai risultati ottenuti dal progetto di ricerca denominato MONACORALE (acronimo di MONAsteriorum CORpus Adriaticorum et Locorum Ecclesiasticorum), che ha visto coinvolti specialisti francesi, croati e italiani impegnati nello studio di archivi, testi e siti ecclesiastici, in particolare monastici, della costa adriatica istriana e dalmata tra il IV e il XII secolo.

Una presenza diffusa

Si è fatta luce su un fenomeno finora poco indagato, ma non per questo secondario, anzi. Come emerge dalle informazioni distribuite lungo il percorso di visita, la storia della presenza monastica nell’area adriatica oggi compresa fra Istria e Dalmazia è lunga e ha lasciato una mole consistente di testimonianze. E basta, per esempio, soffermarsi sulle carte di distribuzione inserite nella prima parte della mostra, per avere un’idea della diffusione capillare dei siti.

Insediamenti che, soprattutto nel caso di quelli insulari – cuore del progetto di ricerca – offrono una conferma tangibile di un’affermazione di Fernand Braudel (1902-1985) riportata da Brigitte Marin, direttrice dell’École française, nelle pagine introduttive del catalogo: a proposito delle isole, in una delle sue opere più importanti, La Méditerranée et le Monde méditerranéen à l’époque de Philippe II (pubblicata per la prima volta nel 1949), scrisse infatti lo storico che “il [loro] ruolo sul palcoscenico della storia è di una portata inaspettata per mondi tanto miserevoli. Anzi, la grande storia spesso conduce alle isole”.

La mostra propone una rassegna di queste piccole grandi storie, raccontate dai pannelli in francese e in croato (ma di cui sono scaricabili, con un QR Code, anche le traduzioni in italiano). Isole e santi è un’esposizione di tipo documentario, ma questa connotazione non va a scapito del suo interesse. A cui contribuisce la varietà delle testimonianze prese in esame dal progetto MONACORALE, che ha incrociato i dati della ricerca archeologica con le testimonianze d’archivio, le fonti letterarie ed epigrafiche e lo studio del paesaggio.

Fra i casi di studio illustrati, si può, per esempio, citare Biševo, al largo di Vis (Dalmazia centrale), una delle isole croate più lontane dalla costa (la cui veduta aerea è l’immagine guida della mostra). Qui sono stati individuati i resti di una chiesa intitolata a san Silvestro, la cui edificazione è menzionata in un documento d’archivio del 1050. Tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento, la struttura è stata fatta oggetto di indagini archeologiche, che hanno accertato come la chiesa dell’XI secolo fosse sorta su un più antico luogo di culto, circondato da tombe.

Quello dell’occupazione di lunga durata, articolata in più fasi, è un fenomeno ricorrente: sull’isola di Dugi Otok, nella Dalmazia settentrionale, la prima presenza di una comunità monastica viene fatta risalire all’età tardo-antica, cioè molto prima della sua prima menzione in un documento del X secolo. E la chiesa di San Giovanni di Gruh, la cui fondazione si colloca nel VI secolo, si sovrappose alle murature, rasate, delle terme di una villa di età romana.

Il pettine dei miracoli

Una vicenda analoga a quella osservata anche sull’isola di Krk, da cui proviene un raffinato pettine in avorio, databile intorno al 400 e decorato a rilievo su entrambe le facce: su un lato si riconosce la rappresentazione del miracolo delle nozze di Cana, mentre su quello opposto compare il miracolo della guarigione dell’emorroissa. Il prezioso manufatto proviene dal complesso ecclesiastico di Mirine, presso Omišalj, per il quale, ancora una volta, sono state identificate più fasi di frequentazione, a partire dalla tarda antichità.

Queste rapide istantanee vogliono essere quindi un invito a scoprire una vicenda che ha segnato in maniera significativa la storia di quello che è per noi l’“altro” Adriatico. E Isole e santi può anche essere l’occasione per scoprire l’area archeologica che si estende sotto il palazzo di piazza Navona 62, accessibile in occasione delle visite guidate organizzate dall’École française de Rome (le modalità di visita sono indicate sul sito ufficiale dell’istituto: www.efrome.it).

Isole e santi. Monasteri e santuari
dell’Adriatico orientale, da San Girolamo a Gregorio VII

Roma, École française de Rome, piazza Navona 62
fino al 29 ottobre 2026
Info www.efrome.it


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